Con questo appuntamento comincia la collaborazione con Jacopo Tomatis. In occasione di alcune presentazioni del suo libro Storia culturale della canzone italiana, sarò al suo fianco.
L’idea di base è quella di ripercorrere in maniera ambiziosa la trasformazione del concetto di canzone italiana. Io servo a portare degli esempi. Per questa nostra prima insieme, siamo affiancati da Alberto Campo.
Ceniamo insieme per l’occasione e ci raggiungono Piera e Gabriele Marino. Un felice ritrovarsi dopo esserci conosciuti al Classico Festival a Canelli.
Il 9 febbraio era finito il Festival di Sanremo. Secondo noi Rolls Royce di Achille Lauro era uno di quei brani che meglio rappresentavano un cambio paradigmatico nei gusti delle persone e di un cambio generazionale. A canzone ancora calda, decidemmo per inserirla in repertorio.
Dopo anni di onorata carriera, un giorno, mentre ero in coda al Salone del Libro del 2019 fui avvicinato da un ragazzo che mi disse: “Tu sei quello che ha suonato Rolls Royce al Circolo dei Lettori!”
Le vie del Signore sono infinite.

Non nascondo di avere provato un certo senso di dissacrazione ma, in nome della Cultura, questo ed altro.

A seguire, l’esibizione con un tentativo timido di Sciroppo di Sfera Ebbasta, in seguito diventato un vero e proprio cavallo di battaglia negli incontri successivi. Da notare, oltre alla faccia divertita di Alberto Campo, un’interruzione nella quale mi rivolgo ad una persona che passava in fondo alla sala un po’ stranita per il fatto che si stesse eseguendo della trap acustica all’interno del Circolo dei Lettori. Anno Domini 2019.

 

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